Invisibili Artefici: PA-RA-DA

26 Gen

29 gennaio 2009 alle ore 21,00

CineClub D’Azeglio
Via Massimo D’Azeglio
Parma

INGRESSO GRATUITO

Vincitore del premio AIF ForFilmFest alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia 2008, PA-RA-DA è il primo appuntamento  della rassegna gratuitaInvisibili Artefici

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Trama

PA-RA-DA è la storia dell’amicizia tra una banda di ragazzini tra i tre e i sedici anni e il giovane clown franco algerino Miloud, poco più che ventenne. I bambini vivono da straccioni, come randagi, dormono nel sottosuolo di Bucarest, nelle grandi condotte dove passano i tubi per il riscaldamento e sopravvivono con furtarelli, accattonaggio e prostituzione. Sono bambini fuggiti dagli orfanotrofi o dalla povertà di famiglie indifferenti o disperate, bambini che vivono ammassati nel sottosuolo, nella rete dei canali, su cartoni e materassi putridi, in ambienti sporchi e soffocanti.
Miloud coltiva il folle sogno di entrare in contatto con questi ragazzi diffidenti e induriti dalla loro drammatica esperienza di scontri, violenze, lutti, pedofilia e droga. Usa il suo carisma e la sua testardaggine per penetrare il muro di sospetto con cui si difendono e per tirarli fuori dalla loro condizione e portarli a una vita dignitosa. Insegnando le attività circensi e clownesche e riportandoli alla luce del sole, dà loro la speranza in un’esistenza futura.
Dopo molte disavventure e vere e proprie tragedie, osteggiato da funzionari corrotti, Miloud riuscirà a creare una vera e propria compagnia circense con questi ragazzi di strada e riuscirà a portare in scena lo spettacolo nella piazza principale di Bucarest, dimostrando che era possibile ridare dignità umana ad esseri che tutti consideravano animali.

PA-RA-DA è stato girato per nove settimane a Bucarest, nel freddo inverno continentale, e per una settimana a Parigi.

PARADA è anche il nome dell’affermato gruppo circense fondato da Miloud che ancora oggi porta in giro per l’Europa i propri spettacoli con il loro messaggio di amicizia multietnica, solidarietà e speranza.

Recensione da Cinema4Stelle:

Opera prima di Marco Pontecorvo, apprezzato direttore della fotografia (“L’ultima legione” e “Eros”, tra i suoi molti film) e figlio d’arte del celebre Gillo (“La battaglia di Algeri”, “Kapò”…), “Pa – ra – da”, presentato nella sezione Orizzonti dell’appena conclusasi Mostra del cinema di Venezia, è una pellicola che riprende la straordinaria esperienza di Miloud Oukili, un clown di strada di origine franco-algerina che, arrivato in Romania nel 1992, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, si trovò di fronte ad una situazione davvero spiacevole: quella dei bambini dei tombini (detti “boskettari”) che, abbandonati da tutto e da tutti, si riunirono in condizioni estremamente disagiate nella rete dei canali. Duramente colpito dal loro modus vivendi, paragonabile a quello degli animali, Miloud, pur osteggiato dalla   polizia rumena e finanche da alcuni assistenti sociali, fece di tutto per aiutarli, insegnando loro l’arte circense e successivamente allestendo veri e propri spettacoli che ancora oggi porta in giro per l’Europa. Un tema dunque piuttosto serio e delicato per un debutto dietro alla macchina da presa (anche se va ricordato il precedente cortometraggio “Ore 2: calma piatta”), svolto però con grande arguzia e sensibilità, attraverso un uso quasi costante della camera a mano (che dà un taglio decisamente documentarista alla vicenda) e delle luci naturali. È chiara la lezione neorealista che sta alla base del film, con tanto di attori non professionisti scelti per impersonare i “boskettari” e con la tendenza preponderante alla restituzione della realtà in tutto e per tutto, senza scadere nel patetismo o nell’eccessivo. In questo modo Pontecorvo riesce veramente a presentare uno spaccato della gioventù rumena, un ritratto duro e drammatico scaturito da un’esperienza diretta (anche lui ha dormito nei canali, come Miloud) che si palesa in particolare nella messa in scena di alcuni aspetti significativi, come ad esempio la presenza continua dei cartoni di colla o vernice, utilizzati come droga dai ragazzini, che trovano nello stordimento l’unico alleviamento ad una vita difficile, nella quale furti, prostituzione e violenza sono gli unici veicoli per la sopravvivenza. Nonostante la durezza dell’argomento però, “Pa – ra – da”, non solo lascia fuori campo tutti i momenti di brutalità (mai rappresentati esplicitamente davanti agli occhi dello spettatore), ma riesce addirittura a strappare un qualche sorriso, dimostrando le notevoli capacità del regista, abile nell’emozionare e nel mantenere al contempo una misura non proprio comune. Un film dunque estremamente interessante, valido sia per il messaggio che contiene sia per il modo in cui questo viene presentato. Un esordio di alto livello che ci consegna un autore sul quale puntare fermamente.

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Una Risposta to “Invisibili Artefici: PA-RA-DA”

  1. sofia1979 6 febbraio 2009 a 12:08 pm #

    Il film ha registrato il tutto esaurito! Prima giornata della rassegna quindi..UN SUCCESSONE!Grazie a chi c’era.
    Aspettiamo tutti i vostri commenti..sui film proposti, sul nostro video. Insomma vogliamo sentire la vostra.

    PA-RA-DA
    Film molto interessante, soprattutto perché fotografa una realtà molto vicina a noi (ambientato in Romania), ma allo stesso tempo così sconosciuto.

    Sicuramente un film pieno di emozioni forti, dialoghi, monologhi e riflessioni che provocano comunque una reazione a chiunque lo stia guardando.

    Toccante quando si pensa che è anche una storia vera.

    A mio avviso pecca un pó la recitazione del protagonista e di alcuni bambini, ma è talmente bello tutto il resto che si puó chiudere un occhio.

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