Invisibili Artefici: Moolaadè

8 Feb

12 febbraio 2009 alle ore 21,00

CineClub D’Azeglio
Via Massimo D’Azeglio
Parma

INGRESSO GRATUITO

Il terzo appuntamento della rassegna è con Moolaadè, un film di Ousmane Sembene. Vincitore di “Un Certain Regard” a Cannes 2004, l’ottantaduenne regista senegalese prende decisamente posizione contro una ritualità che sconfina nella crudeltà. Con la lentezza propria del “tempo” in Africa.

locandina_moolaade

La trama

Collè Ardo è l’unica nel suo villaggio a non aver escisso la figlia, cioè a non averla sottoposta a una mutilazione del sesso femminile – rituale che ancora viene praticato presso alcune etnie africane.
Quattro bambine, un giorno, si recano a casa della donna e le chiedono “moolaade”, protezione. Non vogliono subire l’escissione. Collè Ardo tende una corda all’entrata della propria capanna: nessuno potrà entrare. Il villaggio è in subbuglio: uomini, donne anziane, il capo della comunità: tutti sono contro Collè Ardo, ma lei – con coraggio e determinazione – cerca di resistere e di far valere le proprie ragioni e quelle delle bambine che, con amore e consapevolezza, ha deciso di proteggere.
Essere donna in Africa non è facile. E non solo in Africa. Il film è il secondo di una trilogia sull’eroismo quotidiano in Africa, tema caro all’autore che da sempre si interessa ai problemi sociali del proprio continente, facendo critiche e riflessioni attente e precise sul rapporto tra Tradizione e Modernità e che in questo film parla – con una sensibilità rara per un uomo – della tragedia delle mutilazioni fisiche, ma soprattutto, psicologiche, frutto di una mentalità retrograda e di gesti criminali.
Un racconto di ampio respiro: ritmo lento (come dovrebbe essere il tempo del pensiero), tinte pastello per il villaggio assolato, commento musicale da fiaba ancestrale: questi elementi, propri del cinema epico, per far discutere sull’ignoranza e sulle pratiche superstiziose ancora in vigore in molti stati del Sud del mondo, ma anche sulla condizione femminile in società chiuse e maschiliste. Nel finale la macchina da presa inquadra un’antenna televisiva: il popolo africano (ma solo la gente d’Africa?) deve imparare a rispettare il Passato, ma anche a guardare il Futuro con maggior rispetto delle identità e dei diritti umani.

Recensioni

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Una Risposta to “Invisibili Artefici: Moolaadè”

  1. sofia1979 13 febbraio 2009 a 1:27 pm #

    Meraviglioso questo film!
    Riesce a raccontare una realtà cosí cruda in un modo che a volte risulta anche allegro e giocoso per lo spettatore.
    Forte e commovente, riassume benissimo quello che voleva essere il nostro messaggio: quanto la donna sia sottomessa e resa invisibile ma comunque artefice di uno sviluppo e di un cambiamento all’interno di un sistema molto spesso costruito a loro sfavore.
    Ad un certo punto del film io e mia sorella ci siamo guardate e ci siamo dette: beh, sai che non sarebbe per niente male avere un marito e altri due mogli con cui poterti confrontare, sfogare e “coalizzare” per ottenere…

    Ovviamente l’ambientazione bellissima, ma del resto, é Africa e i colori, i vestiti emozionanti.

    Bello, molto. Da vedere assolutamente in lingua originale. Sarebbe un insulto togliere la bellezza della lingua locale.

    Come sempre aspetto e spero nei vostri commenti.

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