La cooperazione internazionale [2]: il perchè dei Governi che la attuano

17 Mag

La cooperazione allo sviluppo nasce dalla necessità di garantire il rispetto della dignità umana e di assicurare la crescita economica di tutti i popoli.

Perché i paesi economicamente avanzati hanno creato un sistema di trasferimento di risorse che, nonostante rappresenti solo una minima parte dei propri redditi nazionali (gli aiuti totali del 2004 sono solo lo 0.26% del reddito complessivo dei donatori) costituisce per alcuni beneficiari più del 10% del loro reddito?

La cooperazione in Italia si è sviluppata a partire dagli anni ’50 con una serie di interventi di assistenza messi in atto in paesi ex colonie italiane. Successivamente l’Italia ha avviato un’attività di cooperazione più sistematica intesa a contribuire agli sforzi internazionali volti ad alleviare la povertà nel mondo e sostenere i Paesi in via di sviluppo a rafforzare le rispettive istituzioni. Più di recente le nuove emergenze hanno conferito alla cooperazione un ruolo sempre più fondamentale nella politica estera italiana, in armonia con gli interventi per il mantenimento della pace e la gestione dei flussi migratori.

Il significato delle attività di cooperazione attivate a livello governativo trovano una sintesi nellobbligo morale che nasce dal senso di colpa per lo sfruttamento coloniale. Inoltre esiste una volontà del paese donatore di promuovere i propri interessi nazionali, siano essi ideologici o di politica estera o meramente commerciali. In una logica economica secondo alcuni studi, sarebbe economicamente logico trasferire risorse ai paesi meno sviluppati per due motivi: tasso di rendimento degli investimenti più elevato e crescita della domanda mondiale oltre a godere del sostegno dell’opinione pubblica internazionale.In una logica umanitaria è comunque nell’interesse dei donatori aiutare i paesi meno sviluppati a prevenire – o risolvere – conflitti armati o crisi, siano esse finanziarie, sanitarie o ambientali. In una sola parola: INTERESSE.

Dopo la lettura di queste righe, probabilmente sarete molto in disaccordo sulle politiche che muovono i progetti di cooperazione. E fate bene! Queste attività si traducono in un nuovo colonialismo che alimenta il fenomeno della globalizzazione e stravolge l’ordine delle cose. Ma fortunatamente esiste un’altra visione delle attività di cooperazione allo sviluppo, una visione che appartiene a enti comunemente chiamati non governativi, ONG.

Organizzazioni Non Governative che operano autonomamente nella cooperazione allo sviluppo ma senza alcun interesse di ordine economico o politico (almeno si spera!) ma solo per la promozione del benessere dei popoli e il sostegno attivo alla loro emancipazione.


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