Dieci morti al giorno (Fonte: PeaceReporter)

25 Mar

Dieci morti al giorno. No, non è l’attacco di un pezzo di cronaca afgana, bensì la cruda cronaca della normalità guatemalteca, un paese ufficialmente non in guerra, ma teatro di un conflitto sociale gravissimo, che sta passando sotto silenzio, dimenticato dai mass media e insabbiato dalle autorità. Centocinquantuno morti violente in due sole settimane, le prime due di marzo, è un dato raccapricciante, che dovrebbe balzare sulle prime pagine di molti giornali internazionali. Eppure non fa notizia.
Lo stato centramericano è da tempo che vive così: crocevia di narcotraffico e delinquenza comune, mischiati ad alti tassi di povertà e bassissimi indici di alfabetizzazione e istruzione. Un cocktail micidiale, che da anni frustra la società civile, tenendola in scacco.

A denunciare, senza soluzione di continuità, l’emergenza guatemalteca è la Ong Gam, Gruppo di mutuo appoggio. Ogni settimana i cooperanti contano i morti, li suddividono in base alle cause, e stilano inquietanti statistiche che la dicono lunga sullo stato di salute della democrazia. E sulle responsabilità di un governo che fa poco o nulla contro la criminalità che imperversa, impetuosa e libera, continuando a inciampare. Dal primo marzo è cambiato per l’ennesima volta il ministro de Gobernación, l’equivalente del nostro ministero degli Interni, dal quale dipende la sicurezza. È la quinta volta che l’attuale governo è costretto a cambiare questa poltrona a testimonianza della debolezza istituzionale di fronte a un’emergenza simile. “E’ assurdo questo atteggiamento. E ancor di più il fatto che ogni volta che si insedia un nuovo ministro vada a cambiare tutto o quasi lo staff amministrativo”, denuncia il Gam. Una manovra che rallenta inevitabilmente l’avvio della macchina, in un momento in cui il tempo non solo è denaro, ma è una questione di vita o di morte.

“Sono due anni che si registrano picchi esorbitanti di morti ammazzati – spiega Mario Polanco, direttore del Gam – e questo mese sta tenendo bene testa a quelli precedenti. Nonostante febbraio avesse registrato una leggera inflessione che aveva lasciato speranze per credere in un’inversione di tendenza, i primi 15 giorni di questo mese ci sta facendo ricredere. Purtroppo”. Dunque: 132 uomini, 17 donne e due bambine. Questi i macabri numeri. A cui si aggiungono almeno quattro sequestri, due donne e due uomini, e sette autisti di autobus ammazzati e tre feriti, in circostanze tutte da chiarire, e per questo non conteggiate nella lista precedente. Con loro, sette controllori uccisi e altri due ricoverati in ospedale. Per non parlare dei linciaggi: sette uomini e una donna hanno subito un linciaggio in pieno giorno.

“Il Gruppo di mutuo appoggio ritiene che in materia di sicurezza l’attuale governo continui a sbagliare. Esempio eclatante è la debolezza delle indagini penali su un ex ministro di governo, su un altro che è riuscito a fuggire e su due ex direttori della Pnc che sono in carcere per vari delitti – aggiunge Polanco – Il Gam si aspetta di vedere velocemente dei risultati soddisfacenti, altrimenti il paese continuerà a essere inondato da violenza, insicurezza e gente piegata dalla delinquenza”.

Stella Spinelli

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