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Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo

28 Set

INTERNAZIONALE a Ferrara
3-4-5 ottobre 2008

Un avvenimento che teniamo a sottolineare perchè promosso da un settimanale molto interessante nel panorama della stampa italiana che pubblica ogni settimana il meglio degli articoli pubblicati dai giornali di tutto il mondo. Una rassegna stampa per capire come il resto del mondo vede il mondo.

Pubblichiamo di seguito un estratto del comunicato stampa.

Un appuntamento promosso dal Comune di Ferrara e dal settimanale Internazionale che si è rivelato una grande sorpresa della passata stagione nel panorama dei festival italiani: ben 17.000 persone nel 2007 hanno infatti partecipato agli incontri che vedevano come protagonisti i e più conosciute firme del giornalismo mondiale e i grandi nomi dell’attualità.

Anche quest’anno il programma del Festival seguirà la linea editoriale della rivista proponendo le diverse aree tematiche e alcune tra le rubriche più amate dai lettori con i rispettivi autori.

Tra i tanti appuntamenti, in questa densa tre giorni, un incontro sulla transizione politica a Cuba, che vedrà dialogare il giornalista Omero Ciai, lo scrittore cileno Roberto Ampuero vissuto in esilio a Cuba dopo il colpo di stato di Pinochet, il giornalista cubano Norberto Fuentes, in passato grande amico di Castro e oggi tra i suoi più critici oppositori (arrestato nel 1993, dopo aver tentato di lasciare l’isola, è stato rilasciato anche grazie alle pressioni di Gabriel Garcìa Màrquez e William Kennedy ed vive oggi negli Stati Uniti), Canek Sánchez Guevara, internauta e scrittore, nipote di Che Guevara, e la blogger nata all’Avana Yoani Sánchez, che continua a dar voce al suo dissenso grazie ad un server tedesco, da quando – a fine marzo- il governo cubano ha bloccato l’accesso al suo blog agli utenti dell’isola.

La questione cecena verrà invece affrontata grazie al contributo di due giovani e coraggiose giornaliste: la norvegese Åsne Seierstad inviata di guerra in Cecenia, Afghanistan e Iraq, famosa anche per il best seller Il libraio di Kabul e Milana Terloeva Ho danzato sulle rovine racconta l’intreccio tra la tragedia geopolitica cecena e la sua storia personale. che nel suo recente libro/diario

Il festival ospiterà anche Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti mondiali nello studio dei sistemi finanziari ed economici del terrorismo, mentre è molto atteso l’intervento Stati Uniti. L’altra voce dell’America di Noam Chomsky collegato in videoconferenza direttamente dal Massachusetts Institute of Technology di Boston e intervistato da Lucia Annunziata.

Ma si discuterà anche di finanza creativa, Africa, ambiente e energia, Romania e viaggi, con interventi tra gli altri di Shailja Patel – poetessa e artista kenyana che proporrà, per la prima volta in Italia, anche la sua performance MigritudeBinyavanga Wainaina giornalista e scrittore keniano, Frank Paul Weber e Jennifer Clark corrispondenti l’uno del quotidiano svizzero La Tribune e l’altro dello statunitense The Wall Street Journal, Jason Burke chief reporter dell’Observer di Londra e autore di Al-Qaeda. La vera storia, Alexey Malashenko ricercatore del Carnegie Institute di Mosca e docente del Moscow State Institute of International Relations, Leo HickmanAntonio Scurati e Sergio Romano. propugnatore dell’ethical living,

Anche temi sfiziosi a Ferrara, come “Cocco di mamma. Gli uomini italiani visti dalle donne straniere”, sul quale si confrontano – per la “rubrica” Italieni – le scrittrici italosomala Igiaba Scego e indiana Laila Wadia, la ricercatrice taiwanese Chang Yafang e la giornalista olandese Pauline Valkenet, sollecitate da Luca Sofri.

I protagonisti del Festival (link)
Il programma del Festival (link)
I luoghi del Festival (link)

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Il cooperante: tra impegno professionale e volontariato

26 Set

Mercoledì 1 ottobre alle ore 11,00, in Provincia di Parma, Sala Borri, in viale Martiri della Libertà 15, si terrà un incontro rivolto agli studenti delle scuole secondarie sul tema “La cooperazione allo sviluppo come professione e forma di volontariato”.

L’incontro, che si inserisce all’interno della mostra 3 Sguardi Africani, vuole essere un momento di approfondimento su una professione spesso testimone di tragedie e lotte disperate contro la fame, le malattie e il disagio sociale a metà strada fra cinici giochi di potere e solidarietà verso popoli bisognosi. La necessità di consapevolezza nell’affrontare la scelta di operare come cooperante non può prescindere da una formazione specifica e da un’introduzione graduale nella cultura del paese ospitante le missioni. In quest’ottica, i nuovi percorsi di studi offerti dal mondo accademico e le opportunità messe a disposizione dalle reti di volontariato internazionale, sono elementi indispensabili per chi volesse percorrere l’esperienza dell’espatriato in un contesto di progetti di cooperazione internazionale.

Testimonianze di cooperanti rientrati da missioni in Africa e di cooperanti attivi in Sud America (tramite collegamento in streaming via web), di volontari che a proprie spese hanno vissuto permanenze significative in Paesi destinatari di missioni umanitarie, esperti nella formazione e orientamento dei volontari, docenti universitari e volontari che operano dall’Italia, saranno gli ingredienti di un incontro informale con gli studenti di scuole superiori (Scuola per l’Europa e varie scuole del territorio di Parma, alcune di altri territori italiani), la maggior parte delle quali in collegamento in streaming via web, con l’opportunità per i ragazzi di interloquire via chat con la sede.

L’iniziativa, promossa da Muoversi in collaborazione con il Tavolo Provinciale sulla Cooperazione Internazionale, del progetto Kuminda sostenuto da Forum Solidarietà e con il sostegno di CEFA Onlus, si inserisce nel ciclo annuale di incontri con le scuole superiori “Assaggi di Europa” promosso dall’Ufficio Europa Relazioni internazionali e Cooperazione decentrata della Provincia di Parma.

Introduce l’incontro Gabriele Ferrari, Assessore provinciale alle Politiche scolastiche, Relazioni Internazionali e Cooperazione Decentrata.

Per informazioni:
MUOVERSI, Clelia Bergonzani 334.74.83.097
Provincia di Parma – Ufficio Europa, Relazioni internazionali e Cooperazione
decentrata,  Sabrina Sabatini e Giulia Gatti, 0521 931951

Rassegna stampa
Il Quotidiano del Nord 30/09/08
ParmaDaily 01/10/08
LungoParma 01/10/08
Notizie.Parma 01/10/08
ParmaOK 01/10/08

-> Gazzetta di Parma 02/10/08 (jpg 1 Mb)
-> L’informazione 02/10/08 (jpg 1 Mb)

ANTEPRIMA Ottobre Africano

17 Set

ANIME METICCE – Migrazione Identità Culture
(Parma, dal 4 al 29 ottobre)
Dire che il fenomeno migratorio può essere una risorsa e non una minaccia non basta, bisogna attivare un’educazione alla diversità, si deve fare cultura utilizzando anche i mezzi e le risorse che una società multietnica mette a disposizione.

Questo il tema dell’edizione 2008 di Ottobre Africano, l’evento d’autunno dedicato all’Africa e organizzato dall’Associazione Culturale Le Reseau che anche quest’anno ci riserva un calendario ricco di appuntamenti interessanti: apre la rassegna la mostra di arte contemporanea promossa da Muoversi, 3 SGUARDI AFRICANI, seguono 4 settimane di incontri rivolti ai bambini, moda, cucina, teatro, cinema, letture, musica live e dj set… tutto rigorosamente  a marchio del continente africano.

Tanti ospiti e soprattutto tanti momenti di confronto aperti al pubblico: momenti per dialogare, dibattere, conoscere e approfondire le tematiche affrontate dalla settima edizione di Ottobre Africano dedicate al fenomeno migratorio dal punto di vista culturale.

Nell’ambito della rassegna, il 7 ottobre alle ore 21,00 al Teatro al Parco, sarà presentato il nuovo libro di Carlo Lucarelli “L’ottava vibrazione” (pieghevole evento pdf 513 Kb)

Una rassegna all’interno della rassegna, le giornate Tom Sank, 4 appuntamenti ad omaggiare Thomas Sankara, il presidente rivoluzionario del Burkina Faso.

Muoversi collabora con Ottobre Africano presentando la proiezione con dibattito del documentario “L’incubo di Darwin”, il 9 ottobre, alle ore 18, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Parma.

-> Programma 2008 (pdf 916 Kb)

-> Locandina 2008 (pdf 1,3 Mb)

GUARDO: L’incubo di Darwin (Darwin’s nightmare) 2004

12 Ago

L’incubo di Darwin è un documentario prodotto nel 2004 e diretto da Hubert Sauper. E’ stato nominato agli Oscar 2006 nella sezione “Miglior Documentario”.

Negli anni’60 è stato perpretato un disastro ecologico in Tanzania. Il pesce Persico del Nilo è stato immesso (volontariamente?) nel lago Victoria, il secondo lago più grande del mondo, distruggendo irrimediabilmente la fauna ittica. Quell’atto scellerato contro l’ambiente ha generato anche risvolti positivi, sviluppando l’economia dei luoghi limitrofi e generando lavoro per esportare il pesce in Europa, in un paese in cui la povertà e la morte per indigenza sono all’ordine del giorno.
Un documentario viene realizzato per mostrare, e far raccontare in prima persona dai protagonisti la realtà delle cose. Ne L’incubo di Darwin, la realtà è il parallelismo fra il mondo umano e il mondo animale, soggiogati entrambi dalla stessa dura regola: la sopravvivenza.

“Solo il più forte sopravvive”, dichiara un tanzaniano, e si riferisce soprattutto alla necessità di portare a casa il necessario per sfamare la propria famiglia. Se un capo famiglia durante la pesca, è sbranato dai coccodrilli o muore per l’Aids, diffuso in gran parte della popolazione, l’unica soluzione per sottrarsi a una fine certa, è che le donne si prostituiscano con i pescatori e i piloti provenienti dal vecchio continente.
L’incubo di Darwin è un documentario duro, estremo, correlato alle leggi della natura e dell’evoluzione, dove il sole allo Zenith è sempre più buio.

Fonte: MYMOVIES

ANTEPRIMA “3 Sguardi Africani”

7 Ago

Le opere dell’artista africano George Lilanga saranno esposte a Parma, insieme a 39 fotografie di Simone Casetta, nell’ambito della mostra “3 sguardi africani”, a cura di Marina Mojana, in programma a Palazzo Giordani, in Viale Martiri della Libertà 15 (come arrivare), antica residenza liberty ora sede degli uffici della Provincia di Parma, dal 18 settembre al 9 ottobre; l’evento di inaugurazione, aperto a tutti, si terrà lunedì 22 settembre, alle ore 16,30.

3 Sguardi Africani è una mostra d’arte contemporanea, ma è anche un gesto di solidarietà, uno sguardo dall’Africa e sull’Africa, dunque d’intesa, che tutti possono scambiarsi per costruire un mondo migliore.

Gli sguardi africani sono reciproci: c’è chi osserva e chi viene guardato; una complicità dello sguardo in cui è coinvolto, Simone Casetta, invitato a raccontare la sua Africa, soprattutto quella dove l’Associazione Muoversi (non Commuoversi) ha sostenuto in modo attivo progetti di cooperazione internazionale.

I suoi sguardi si intrecciano con quelli di Georges Lilanga artista africano contemporaneo. Lilanga è un artista di successo internazionale, presente con le sue opere anche alla Biennale di Venezia, scelto per la forza della sua inconfondibile cifra stilistica con cui sa trasmettere l’amore per la sua terra. E’ stato selezionato, perché nato in Tanzania dove anche il CEFA è una realtà conosciuta e amata per l’impegno di promozione sociale.

In questa tappa parmigiana Simone Casetta e George Lilanga si guardano e le loro opere guardano noi.

SIMONE CASETTA – Le fotografie a colori scattate da Simone Casetta in Tanzania ci dicono di donne e di uomini al lavoro. Da anni impegnato a raccontare la gente che vive le contraddizioni dei Paesi più poveri del mondo, Casetta documenta la realtà di Njombe, capoluogo dell’omonima regione della Tanzania, collocata in gran parte sui monti del Kipengere, a 2.000 metri sul livello del mare. Qui Muoversi (non Commuoversi) ed i volontari CEFA hanno attivato un allevamento di vacche e un caseificio: insegnano a mungere il latte, a pastorizzarlo e a lavorarlo. Severità di mani nere, che si muovono con ritmo ed eleganza nell’impasto bianco; allegria di sorrisi candidi al sapore di latte, pascoli e stalle, biciclette e mercati. Nella regione africana colpita dalla Aids e dalla diffusione scriteriata del latte in polvere, promossa da alcune multinazionali nonostante i divieti dell’Organizzazione Mondale della Sanità, Casetta coglie la speranza di auto-sviluppo portata dal CEFA.

GEORGE LILANGA – Anche le sei sculture di George Lilanga (1934-2005), provenienti dall’Archivio Cavellini di Brescia, sono colorate e vivaci, espressione di contesti rurali e di un grande senso dell’umorismo. Intagliate nel legno e poi dipinte con tinte decise e luminose, tramandano i valori morali della vita collettiva e quelli culturali dell’arte makonde, nata negli altopiani del Mozambico. Lilanga imparò la scultura dallo zio Agostino Malaba e nel 1971 lo seguì a Dar es Salaam. Qui fu tra i più giovani frequentatori del centro d’arte Nyumba ya Sanaa e scoprì la pittura dei Tingatinga. A partire dagli anni Ottanta e fino alla morte ha esposto le sue opere nei musei di tutto il mondo, dal Pompidou di Parigi al Guggenheim di Bilbao, da Tokyo a Shanghai, da Ginevra a Washington.

Nel suo lavoro artistico traduce in immagini contemporanee le antiche “Ujamaa”, sculture che simboleggiano la coesione e la solidarietà umana. Le sue forme tridimensionali rivisitano un mondo immaginario e mitico, popolato da spiriti buoni e cattivi detti “shetani”, che rappresentano le qualità e i difetti umani, ma anche le feste del villaggio, i conflitti sociali, i benefici della terra o le catastrofi della natura.

L’arte è ciò che permise a Lilanga di trasformare gioie, speranze, sofferenze e angosce in un gesto creativo e fecondo per tutto il suo popolo. Come le fotografie per Simone Casetta e il lavoro per i pastori di Njombe. Il talento è dato a uno per la vita di molti.

La mostra si colloca all’interno della ormai consolidata rassegna “Arte a Palazzo Giordani” e la sua realizzazione è stata possibile grazie al patrocinio della Provincia di Parma e alla collaborazione dell’Assessorato alle Relazioni Internazionali e Cooperazione Decentrata.

Per informazioni, visite guidate e gruppi: muoversi.pr@gmail.com oppure 334.74.83.097