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Norma Cruz per le donne del Guatemala

6 Giu

Data di pubblicazione dell’appello: 10.05.2011

Status dell’appello: aperto

Norma Cruz è costantemente minacciata di morte perché documenta col suo lavoro casi di violenza sulle donne e perché le aiuta nella loro lotta per la giustizia. Norma Cruz guida un’organizzazione per i diritti delle donne, la Fondazione delle sopravvissute (Fundación Sobrevivientes) che ha sede a Città del Guatemala. Anche i suoi familiari hanno subito minacce e attacchi ma, a oggi, nessuno è stato portato di fronte alle giustizia. Norma Cruz e altri difensori dei diritti umani in Guatemala sono esposti a costanti rischi.

Da maggio 2009, Norma Cruz ha ricevuto decine di minacce perché la sua organizzazione ha fornito assistenza legale a una ragazza vittima di stupro. Le minacce, che arrivano sia tramite sms sia attraverso chiamate al cellulare e al telefono dell’ufficio della Fondazione, mettono in guardia Norma Cruz dalle conseguenze fatali cui andrebbe incontro se non smettesse di lavorare sul caso.

La mattina del 30 agosto 2010, alle 8:51, Norma Cruz ha ricevuto una chiamata sul suo cellulare. Un uomo ha lasciato un messaggio dicendo che le avrebbero consegnato la testa di sua figlia. Ha rivolto minacce anche all’organizzazione. L’uomo infatti ha detto: “A mezzanotte la Fondazione esploderà in 1000 pezzi”.

Un uomo è stato arrestato per aver minacciato di morte la donna in due circostanze nel 2009. È stato successivamente rilasciato su cauzione. L’ufficio del procuratore non ha fatto progressi nelle indagini sulle altre minacce contro Norma Cruz, la sua famiglia e i membri della sua organizzazione. Sebbene le autorità guatemalteche abbiamo garantito a lei, ai familiari e alla Fondazione delle sopravvissute la protezione della polizia, le minacce non cessano e nessuno è stato portato di fronte alla giustizia.

Fonte: http://www.amnesty.it/Guatemala_Norma_Cruz

Tecnologia per l’uguaglianza

4 Feb

Gli Informatici Senza Frontiere combattono contro il ‘digital divide’ in tutto il mondo – fonte: PeaceReport (http://it.peacereporter.net/articolo/26521/Tecnologia+per+l%27uguaglianza)

Hanno dichiarato guerra al digital divide, il divario tecnologico che separa i cittadini informatizzati da quelli che non sanno cosa siano un bit, un hard disk e tanto meno un megabite. Sono gli Informatici Senza Frontiere, manager appassionati di tecnologia che appena possono smettono i panni da dirigente per dedicarsi anima e corpo a combattere l’analfabetismo digitale. Perché, sono convinti, saper usare un pc rappresenta in molti casi un modo per migliorare la qualità della vita, del lavoro e delle relazioni umane.
Girolamo Botter, presidente di Isf, spiega a PeaceReporter obiettivi e attività di un’associazione che oggi conta più di trecento soci attivi, otto sezioni regionali in Italia e progetti in Kenya, Uganda, Congo, Madagascar, Benin e Afghanistan.
“L’ispirazione è nata nel 2005 dall’incontro con Mario Marsiaj, medico impegnato da molti anni in Uganda. Marsiaj ci spiegò come un semplice software e pochi computer avrebbero migliorato significativamente il funzionamento del piccolo ospedale rurale di Angal, dove esercitava, velocizzando tutta una serie di operazioni rudimentali normalmente svolte a mano”.

Nasce così “Open Hospital” un software libero per la gestione dei piccoli ospedali che oggi è utilizzato in numerosi strutture, africane e non. E in Italia?
“Qui il digital divide si manifesta a livello di alcune categorie “escluse”, spesso costrette a lunghi periodi di isolamento: detenuti e anziani, migranti e malati. Per loro organizziamo gratuitamente corsi base di informatica presso carceri, istituti di recupero per tossicodipendenti e aule informatiche. Con il progetto “Bambini al pc”, per esempio, abbiamo installato una rete di pc nei reparti di lungodegenza di alcuni ospedali a Brescia, Napoli, Trieste e Monza.”

Oggi informatizzazione è sinonimo di informazione, immediatezza, relazioni sociali. In un’epoca popolata dai social network,  educare la gente a un uso etico del web è ancora possibile?
“Il web è oggi uno strumento potentissimo, in grado di migliorare la qualità della vita se usato con una certa consapevolezza. Ha un potenziale di supporto alla dimensione sociale enorme: per questo, educare ad un uso virtuoso non solo è possibile, ma necessario. Per ISF più importante che fornire gli strumenti informatici, è rendere le persone che ne entrano in contatto in grado di utilizzarli autonomamente.”

Ultimamente si parla spesso di crowdsearching, è una formula che funziona quando applicata al sociale?
“Il mondo del volontariato è dove la collaborazione 2.0 può esprimere la massima potenzialità. E il caso di ISF lo dimostra: siamo una ONLUS di volontari sparsi in tutta Italia, quasi tutti con un’occupazione stabile e poco tempo a disposizione. Il web consente di fare squadra, unire le competenze, collaborare in modo sincrono e/o asincrono creando valore dai tantissimi frammenti di tempo libero dei nostri soci.”

Quali sono le iniziative in cantiere per il 2011?
“Abbiamo diversi progetti in fase di avvio. Il recente accordo con AICA ci permetterà di moltiplicare la nostra presenza sul territorio come fornitori di corsi per il patentino Ecdl. Stiamo poi lavorando per mettere a punto un’aula informatica nella futura scuola infermieri di Kenge (Congo) e analogamente faremo a Kinshasa. Infine, partirà a breve un progetto di censimento informatico in Ecuador,  con cui controlleremo lo stato di denutrizione della popolazione infantile.”

Numerose iniziative, tutte realizzate a costo zero, per le quali Isf necessita sostegno.
“Ci sono molti modi per sostenere le attività di Informatici Senza Frontiere. Si può entrare nel network dei soci, anche a livello regionale, partecipando agli incontri mensili. Non abbiamo bisogno solo di competenze informatiche, ma di unire le esperienze dei soci per creare valore aggiunto”.
E per chi ancora sta studiando è possibile fare uno stage, sia nell’area dello sviluppo software, che in quella organizzativa.

E se i diritti si scontrano?

30 Set

Giovedì 9 ottobre alle ore 18,00, presso la Biblioteca della Facoltà di Economia dell’Università di Parma, avrà luogo la proiezione del documentario “Darwin’s nightmare – L’incubo di Darwin”.

Al termine della proiezione è previsto un dibattito sulle tematiche affrontate nel documentario.
Saranno presenti tra il pubblico in sala, Cleophas Adrien Dioma, giornalista di Internazionale, Roberto Antonietti e Pierluigi Viaroli, docenti del dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma, Alessandro Arrighetti, docente del dipartimento di Economia – Sezione di Scienze Economiche, Fabio Faccini rappresentante di KUMINDA – Il diritto al cibo e attivista di Legambiente.

L’iniziativa, promossa da Muoversi Onlus che aderisce al Tavolo Provinciale sulla Cooperazione, è realizzata in collaborazione con Ottobre Africano e Università di Parma e si inserisce nell’ambito del Festival dei Diritti Umani iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Parma in collaborazione con Forum Solidarietà.

L’ingresso è gratuito e aperto al pubblico

Per informazioni:
Muoversi, 334.74.83.097 oppure muoversi.pr at gmail.com

-> Scheda di presentazione del documentario (pdf 1,2 Mb)